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Matera protagonista del design 2019 di Colavene

06/03/2019

Matera protagonista del design 2019 di Colavene
Colavene, storica azienda di Civita Castellana (VT), ha voluto omaggiare Matera la città italiana capitale della Cultura 2019 con Acquaceramica Volant una collezione particolarissima con la finitura Matera matt per i lavabi; collezione firmata da Alessandro Paolelli ispirata al colore dei sassi senza tempo della bella Matera.

Bellezza e qualità in un mix brandizzato

Lavabi capienti 0rivestiti all’esterno da una finitura elegante color tufo che evidenzia il gusto della ceramica smaltata finissima bianca dell’interno; lavabi molto belli ma anche molto funzionali, e che per le loro misure sono adatti anche a spazi ridotti, con il loro design minimal profondo e squadrato.

Linee sobrie e grande capacità

I lavabi in ceramica poggiano elegantemente sulle strutture Quadrello in acciaio inox verniciato di nero con piano d’appoggio, cassetto e vano contenitore in legno; in abbinamento sono offerti lo specchio retroilluminato e le colonne portaoggetti, sempre caratterizzati da un design light in metallo. Una linea sobria che rende unico qualunque bagno con un mood ineguagliabile. Ampi e fondi garantiscono le operazioni igieniche quotidiane confortevoli e rilassanti.

Il lavabo: la nascita e la storia

Il lavabo è un sanitario che trova la sua collocazione da sempre in bagno, ma non solo.  Chiamato anche lavandino è presente nelle cucine, nei garage, nei cortili, e nelle cantine. Ma non è stato sempre così risalendo ai tempi bui delle pratiche igieniche umane; un buio che si squarciò dal nel terzo millennio a.C, quando l'antenato per eccellenza del lavabo si fece strada tra gli oggetti di uso quotidiano, ovvero: la bacinella, o catino, un contenitore realizzato in diversi materiali usato come accessorio del bagno.

I rudimenti del bagno hanno radici lontane 

L'uomo sviluppa i primi rudimenti sull'igiene attraverso vasche e bacinelle, o ciotole, di piccole dimensioni, usati per essere riempiti di acqua e destinati al lavaggio delle mani e  del viso, l'igiene personale minima ma già molto necessaria per la pulizia delle mani, ottimo metodo per evitare il diffondersi delle malattie. Questa metodologia resta valida per molto tempo, fino ai primi del '900 quando in ogni stanza da letto vi è sempre anche un treppiede dotato di una brocca sempre colma di acqua e di una bacinella per quelle che all'epoca erano chiamate “abluzioni”.

L'evoluzione del bagno e dell'igiene 

Con il passare dei secoli l'uomo si è sempre più reso conto dell'importanza dell'igiene, (parola che deriva senza dubbio dal nome della Dea della salute e dell'igiene, chiamata appunto Igea dai Greci e dai Romani); per il benessere e la salute del corpo ma anche dello spirito, una corretta igiene sostiene anche i rapporti sociali. Da questa nuova presa di coscienza si sviluppò già dall'antichità il desiderio e la necessità di avere un luogo nella propria casa dove lavarsi, qui nasce il primo rudimentale concetto di “bagno” inteso come luogo o locale attrezzato per lavare il viso le mani e il corpo. Nacque cosi piano piano quello che poi sarà lo strumento coadiuvante dell'acqua: il sapone.

I primi esperimenti di stanza da bagno

Le prime stanze da bagno erano composte da vasche e bacinelle da riempire e svuotare a mano; con acqua calda, riscaldata in diversi modi a seconda dell'epoca in corso ma molto presto vennero ideate fognature e scarichi per rendere più agevole l'operazione quotidiana di pulizia personale. Il lavabo trova quindi le sue prime versioni più curate soprattutto nelle case degli antichi greci e degli antichi romani che dedicavano spazi molto ampi al “bagno”.  Nonostante i grandi passi dell'igiene, secolo dopo secolo, nel medioevo c'è una grave battuta di arresto che porta alla sparizione quasi totale della sana abitudine di lavarsi.